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Treviso Pride 2026 — 20 Giugno

Il nostro
Manifesto

Il nostro manifesto politico per il Treviso Pride 2026. Parole scritte insieme — associazioni, attiviste, persone comuni.

In un mondo segnato sempre più da guerre, derive autoritarie, attacchi alle libertà civili e ai diritti delle persone LGBTQIA+ e di tutte le minoranze oppresse, il Treviso Pride diventa uno spazio di resistenza e di unità. I nostri corpi nelle strade di Treviso sono una risposta unita e pacifica alle derive che vorrebbero cancellarci.

Nel 2026, a ottant'anni dalla nascita della Repubblica italiana, attraverso il Treviso Pride continuiamo a parlare di libertà, uguaglianza, dignità e autodeterminazione, valori fondativi della Costituzione nata dalla Resistenza antifascista. Riaffermiamo che la democrazia esiste solo dove c'è uguaglianza sostanziale e riconoscimento di ogni identità e di diritti per tuttə.

Nel 2026, dopo 10 anni dal primo Pride a Treviso, sotto questo cielo, un arcobaleno squarcia la nebbia. Siamo noi: noi corpi fluidi, noi corpi vitali, noi corpi pensanti che si muovono e danzano contro le catene falsamente moralistiche di questa nostra società di provincia.

Non più ombre — marciamo in piazza, incantevoli furie queer!
Chi siamo

Siamo esistenze complesse.

Rifiutiamo la narrazione che ci vuole invisibili o soggetti da curare. Rivendichiamo la complessità di chi siamo:

Siamo una minoranza queer al fianco di tutte le minoranze: etniche, persone con disabilità, migranti, lavoranti precariə, sex worker e persone senza dimora. Siamo in lotta contro ogni sistema di oppressione, perché i sistemi di oppressione sono tra loro intrecciati: patriarcato, capitalismo sfruttatore, abilismo strutturale, razzismo istituzionalizzato e colonialismo. Contro ogni discriminazione — lottiamo unitə per smantellare ogni oppressione!

Le nostre richieste

Riconoscimento totale e diritti uguali.

La genitorialità non è un crimine! Chiediamo l'abolizione immediata del reato universale per la Gestazione Per Altri. Chiediamo libero accesso alla fecondazione assistita e accesso legale e regolamentato alla GPA anche in Italia. Chiediamo per tuttə ə figliə di coppie dello stesso sesso il riconoscimento anagrafico immediato! Nessunə bambinə deve essere discriminatə!
Fine del compromesso delle unioni civili. Vogliamo il matrimonio egualitario e pieni diritti civili, inclusa l'adozione per single e coppie queer. L'amore è e deve essere uguale in ogni sua forma, indipendentemente dall'orientamento sessuale, dall'identità di genere, dall'etnia, dal credo e dalla provenienza sociale.
Chiediamo l'immediato divieto di interventi medici precoci e differibili, inclusi interventi chirurgici e ormonali che alterano le caratteristiche sessuali di neonatə, bambinə e adolescenti senza il loro consenso personale. Chiediamo la fine della patologizzazione e della psichiatrizzazione delle persone intersex/VCS. Nonostante l'Italia sia stata riconosciuta inadempiente dalle autorità dell'ONU e dell'Europa, il sistema medico continua ad agire e operare, troppo spesso, in violazione di tutti i diritti civili e umani. Chiediamo il pieno rispetto dei diritti delle persone Intersex/VCS all'integrità fisica, all'autonomia fisica e all'autodeterminazione, poiché base dei diritti civili.
Riconoscimento dellə partner per visite e decisioni sanitarie e istituzione di reti sociali di supporto per anzianə solə. Formazione e sensibilizzazione sulle tematiche queer obbligatorie per il personale socio-sanitario nelle case di riposo. Vecchiaia dignitosa!
Chiediamo maggiore diffusione dei servizi psicologici ed endocrinologici e adozione di linee guida più aggiornate riguardanti la diagnosi di incongruenza di genere e i piani di terapia ormonale. Ci teniamo a sottolineare che ogni persona trans* ha diritto al riconoscimento della propria identità anche se non intraprende alcun percorso medico/sanitario di affermazione di genere.
La precarietà colpisce in modo sproporzionato le persone queer e marginalizzate. Chiediamo tutele reali contro le discriminazioni nei luoghi di lavoro e contro il licenziamento discriminatorio. Chiediamo una tutela reale contro le molestie sessuali. Chiediamo la fine dello sfruttamento sul lavoro, salari dignitosi e parità di salario tra lavoratori e lavoratrici.
Chiediamo la fine dello sfruttamento del pianeta e delle sue risorse naturali e chiediamo delle vere politiche di lotta alla crisi climatica. La Terra è la nostra casa e, senza casa, non possiamo vivere. Promuoviamo una cultura del rispetto delle risorse anche in occasione della giornata del Pride: è solo con il contributo di ciascunə che possiamo garantire una parata sostenibile.
Spazi pubblici ed eventi pienamente accessibili a persone con disabilità e neurodivergenti, senza barriere fisiche, economiche o sensoriali. Le innovazioni a tutela o agevolazione delle persone con disabilità diventano un vantaggio per tuttə all'interno degli spazi pubblici.
Bagni e spogliatoi neutri in esercizi pubblici e sportivi. In ogni scuola, università e luogo di lavoro di Treviso. Il diritto al nome e allo spazio è un diritto alla salute mentale. È compito delle istituzioni garantire che il diritto all'identità sia possibile in tutti i luoghi, che il processo per arrivarci sia snello e semplice e non si trasformi in un ostacolo per le persone che desiderano farne utilizzo.
Chiediamo l'istituzione di centri di ascolto e supporto psicologico accessibili alle persone della comunità LGBTQIA+, insieme a una rete più capillare di centri antiviolenza realmente inclusivi e raggiungibili da tutte le vittime di violenza e discriminazione. La violenza di genere, l'omobilesbotransfobia e l'isolamento psicologico hanno un impatto concreto sulla vita di migliaia di persone. Per questo sono indispensabili maggiori finanziamenti, sia a livello nazionale sia regionale, affinché il supporto psicologico, sociale e legale non sia un privilegio per poche persone, ma un diritto accessibile a tuttə. Il Pride è e deve sempre essere transfemminista.
Chiediamo che non ci siano discriminazioni legate all'orientamento sessuale e all'identità di genere all'interno di ospedali, ambulatori e centri di cura. Rivendichiamo una sanità pubblica che sia dignitosa per tuttǝ lǝ cittadinǝ, indipendentemente dal genere, dall'orientamento sessuale e dal proprio salario: non ci devono essere pazienti di serie A e di serie B. Ci opponiamo ad ogni forma di privatizzazione della sanità, che deve sempre essere pubblica.
Garantire gratuità e accesso alla PrEP (Profilassi Pre-Esposizione) e alla PPE (Profilassi Post-Esposizione). Implementare i test anonimi e gratuiti nei consultori e in contesti non ospedalieri. Combattere lo stigma sociale per le persone che vivono con l'HIV promuovendo la consapevolezza scientifica che una persona con carica virale non rilevabile non trasmette il virus, e rimuovendo le barriere che impediscono alle persone HIV+ di stipulare assicurazioni sulla vita o ottenere mutui. Estendere la gratuità del vaccino per l'HPV a tutte le popolazioni a rischio.
Chiediamo che i consultori siano uno spazio di ascolto e supporto pubblico accessibile a tuttə, sicuro e vicino alla comunità. Chiediamo che il personale all'interno di essi sia preparato e dia spazio a tutti i diritti previsti dalla legge.
Chiediamo alle Istituzioni cittadine la creazione di più spazi associativi per lo svolgimento di attività per diverse realtà del Comune e che questi spazi siano adeguati per dimensioni e sicurezza delle strutture. Restituiamo alla collettività spazi abbandonati e in disuso.
Formazione al personale sanitario, ai medici, alle forze dell'ordine, alle istituzioni e insegnanti, affinché tuttǝ possiamo essere trattatǝ in modo rispettoso e dignitoso in ogni contesto della vita sociale.
Chiediamo che vengano istituiti corsi e insegnamenti in materia sessuo-affettiva e a favore dell'uguaglianza di genere, di orientamento, etnica, fisica e sociale nelle scuole, con figure competenti e adeguatamente formate. Vogliamo che si abbatta la stigmatizzazione di questo diritto fondamentale necessario in ogni fascia di età e che deve essere garantito in ogni ordine scolastico.
Le nostre battaglie

Lottiamo contro.

La nostra lotta non si ferma all'identità di genere o all'orientamento sessuale, ma vogliamo liberare la società da ogni sistema di oppressione perché tutti i sistemi di oppressione sono tra loro complici e intrecciati. Essere liberə significa esserlo tuttə!

Il sistema patriarcale è intimamente connesso all'eteronormatività: non può esserci liberazione delle donne senza liberazione delle soggettività LGBTQIA+. Nessun sopruso, nessun abuso!
È necessario diffondere un linguaggio inclusivo su consenso, corpi e piacere nel rispetto di ogni soggettività. Lottiamo contro il linguaggio dell'odio e il body shaming per riaffermare la dignità e il diritto all'espressione di ogni corpo: ci opponiamo ad una narrazione che ci divide in corpi sani e non. Ogni persona ha diritto ad autodeterminarsi liberamente.
Basta discriminazioni sul lavoro, in sanità e a scuola. Al capitalismo predatorio che sfrutta, opprime e schiaccia le persone e il pianeta in nome del profitto di pochi, opponiamo la cura nei confronti delle altre persone e nei confronti dell'ambiente.
La nostra liberazione è legata alla pace globale. Nessunə è liberə finché c'è occupazione e violenza sistematica nel mondo. Siamo a fianco dei popoli oppressi e delle persone che lottano contro ogni forma di tirannia. Dalla Palestina all'Ucraina, all'Iran e a tutti i conflitti in atto nel mondo, siamo contro ogni guerra, occupazione illegale, aggressione militare, genocidio.
Solidarietà globale

Guardiamo oltre i confini.

Solidarietà alle persone LGBTQIA+ nel mondo, soprattutto dove essere sé stessə significa rischiare la vita. In molte, anzi troppe, parti del mondo essere gay/lesbiche/non etero e/o transgender è considerato un reato: l'omosessualità e la transessualità sono criminalizzate in ben 64 paesi e non possiamo più rimanere indifferenti.

Per questo riteniamo fondamentale che ci sia unione sia nella comunità queer che tra essa e tutte le persone che ne supportino le lotte e le rivendicazioni. È di primaria importanza riconoscere l'intrecciarsi delle lotte politiche, che possono essere tutte racchiuse in un unico termine: l'intersezionalità.

Non si può parlare di ambientalismo senza parlare di capitalismo, come non si può parlare di violenza di genere senza parlare di tematiche queer. Quello che abbiamo imparato da lunghissime lotte è che solo collaborando potremo portare a termine le nostre rivendicazioni e raggiungere traguardi reali.

Quindi, in conclusione, gridiamo con rabbia e con gioia: il Pride di Treviso è un pride intersezionale.

Marciamo il 20 giugno a Treviso.

Rivoluzione queer in provincia. Visibilità totale. Persone libere. Contro paura e chiusura mentale.

Treviso piccola, ma il nostro orgoglio è gigante — TuttƏ in piazza!

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